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Clausole vessatorie, clausole tipo e contratti tipo
giovedì, 25 luglio 2013

In attuazione delle attribuzioni riconosciute agli Enti camerali
dalla legge n. 580/1993, finalizzate alla garanzia di una maggiore trasparenza
contrattuale nelle transazioni commerciali, la Camera di Commercio di Bari,
nel marzo del 1999, ha istituito una Commissione Tecnica per la verifica
delle clausole vessatorie inserite nelle condizioni generali di contratto e
per la predisposizione e revisione delle clausole-tipo e dei contratti-tipo
approvando il Regolamento delle procedure deferite alla competenza della stessa.
Attraverso l' attività della Commissione, potenziata anche da interventi mirati
della Camera Arbitrale e della Mediazione (in materia di predisposizione di
contratti-tipo), è possibile prevenire l' insorgere delle controversie attraverso
una valutazione giuridica preventiva delle clausole inserite nelle condizioni
generali di contratto e l' adeguamento concordato delle parti ai modelli di contratto
revisionati dalla Commissione. La verifica amministrativa dei contratti viene
compiuta dall' Ente, attraverso l' apposita Commissione, su istanza di parte e,
in alcuni casi, anche d' ufficio. L' intervento camerale può spiegarsi, oltre
che in via amministrativa, anche in via giudiziale, attraverso l' esercizio dell' azione
per l' inibizione dell' uso delle clausole contrattuali di cui la Commissione
Tecnica abbia accertato l' abusività.

CONTRATTI TIPO E PARERI SU CLAUSOLE INIQUE



Informazioni: UFFICIO CONCILIAZIONE, ARBITRATO
E TUTELA DEL CONSUMATORE / COMMISSIONE TECNICA CLAUSOLE VESSATORIE E CONTRATTI-TIPO
-
Secondo piano

Orari di apertura al pubblico della C.C.I.A.A.

Tel. 080.2174283 (Capo Servizio Legale / Segretario Camera Arbitrale
e della Mediazione)

e-mail: .:vincenzo.pignataro@ba.camcom.it:.

Tel. 080.2174480/404/407

e-mail: .:cameraarbitrale@ba.camcom.it:.

.:cameramediazione@ba.camcom.it:.

Fax 080.2174228
Tel. 080.2174430 (Responsabile Commissione Tecnica Clausole
Vessatorie/Contratti-tipo)

Fax 080.2174409




PROCEDIMENTI DI VERIFICA

DELLE CLAUSOLE VESSATORIE

E DI PREDISPOSIZIONE E REVISIONE DELLE CLAUSOLE -TIPO E DEI CONTRATTI-TIPO


R E G O L A M E N T O

SEZIONE I. PRINCIPI GENERALI

art.1 Procedimenti oggetto del Regolamento
1. Il presente Regolamento disciplina il procedimento di verifica delle
clausole standard vessatorie inserite nei contratti e quello di predisposizione
delle clausole-tipo e dei contratti-tipo, posti in essere dalla C.C.I.A.A. di
Bari nell' esercizio delle funzioni di Regolazione del mercato alla stessa riconosciute
dalla legislazione vigente in materia. 2. I soggetti che intendono far ricorso
ad uno dei procedimenti di cui al comma precedente devono attenersi alle norme
regolamentari che seguono.



art. 2
Norme applicabili 1. La possibilità di predisporre
e promuovere contratti-tipo tra imprese, loro associazioni e associazioni di
tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti e quella di promuovere
forme di controllo sulla presenza di clausole inique inserite nei contratti,
è riconosciuta alle Camere di Commercio dall' art. 2, comma 4, lett. b) e c)
della legge n. 580/1993 di riordino degli Enti camerali. 2. In relazione ai
contratti conclusi tra il consumatore ed il professionista - anche mediante
l' utilizzazione di moduli o formulari - aventi ad oggetto la cessione di beni
o la prestazione di servizi, la facoltà delle Camere di Commercio di verificare
la vessatorietà delle condizioni generali di contratto inserite negli stessi
è stata esplicata dall' art. 25 della legge n. 52/1996 in riferimento alla previsione
della legittimazione degli Enti camerali all' esercizio dell' azione inibitoria
di cui all' art. 1469 sexies C.C.. 3. La verifica amministrativa della vessatorietà
delle clausole standard viene compiuta dalle Camere di Commercio in base alle
disposizioni degli artt. 1469 bis e segg. C.C.. Trova applicazione, per
quanto non disposto dalle precedenti normative e ove compatibile con esse, la
disciplina generale di cui agli artt. 1341, 1342 e 1370 C.C.. 4. Le disposizioni
della legge del 30 luglio 1998 n. 281 (Disciplina dei diritti dei consumatori
e degli utenti) aventi rilievo ai fini dell' attività oggetto delle presente
disciplina, e quelle dei Regolamenti delle procedure di Conciliazione presso
la C.C.I.A.A. di Bari, nell' ipotesi in cui si richieda il loro esperimento,
sono oggetto di espresso richiamo.



art. 3 Ambito oggettivo del controllo di equità 1.
La C.C.I.A.A. di Bari procede alla rilevazione della vessatorietà (altrimenti
detta abusività) delle condizioni generali di contratto (altrimenti dette clausole
standard) predisposte per la contrattazione di massa da professionisti oppure
da associazioni di professionisti per i rapporti con i consumatori e delle clausole
abusive inserite nei contratti stipulati tra imprese anche utilizzando la tecnica
della sottoscrizione di moduli o formulari. 2. Nel corso del procedimento di
verifica delle clausole vessatorie, o indipendentemente dall' avvio dello stesso,
la C.C.I.A.A. di Bari può predisporre clausole-tipo, in funzione della formulazione
di contratti-tipo da sottoporre all' approvazione delle Associazioni di imprese
e di consumatori interessate.



art. 4 Competenza 1. La C.C.I.A.A. di Bari procede alla
rilevazione della vessatorietà delle clausole standard predisposte da professionisti
residenti nella provincia, oppure da associazioni di professionisti con sede
legale nella provincia. 2. La C.C.I.A.A. di Bari si riserva di esaminare anche
le clausole standard predisposte da professionisti o associazioni di professionisti
non appartenenti alla provincia, qualora tali clausole siano ampiamente diffuse
ed utilizzate nei rapporti con i consumatori nella circoscrizione provinciale.
3. Il criterio della competenza provinciale trova applicazione anche con riferimento
alla rilevazione della vessatorietà delle clausole standard inserite nei contratti
stipulati tra imprese, richiedendo che almeno una di esse abbia sede legale
nella provincia. E' riconosciuta alla C.C.I.A.A. di Bari la stessa facoltà di
cui al comma precedente. 4. La predisposizione di clausole-tipo deve vertere
sulle clausole la cui formulazione non risulti chiara e trasparente per l' aderente
o consumatore, oltre che su quelle reputate vessatorie. La C.C.I.A.A. di Bari
può elaborare interi schemi contrattuali ai fini della loro adozione generalizzata
nell' ambito di specifici settori.



art. 5
Della vessatorietà delle clausole 1. Sono vessatorie
quelle clausole che determinano un significativo squilibrio dei diritti e degli
obblighi derivanti dal contratto.



art. 6
Consumatore 1. Il consumatore è la persona fisica
che agisce per scopi estranei all' attività imprenditoriale o professionale eventualmente
svolta.



art. 7
Professionista 1. Il professionista è la persona fisica
o giuridica, pubblica o privata, che nel quadro della sua attività imprenditoriale
o professionale, utilizza nel rapporto con i consumatori contratti che hanno
per oggetto la cessione di beni o la prestazione di servizi.



art. 8
Deposito di atti e documenti 1. Tutti gli atti e documenti
relativi alle procedure disciplinate dal presente Regolamento possono essere
depositati in fotocopia presso la competente Segreteria della Camera di Commercio
di Bari previa esibizione degli originali, richiesta per l' attestazione della
conformità delle copie agli stessi.



art. 9
Comunicazioni e termini 1. Le comunicazioni delle
parti, del Responsabile dei procedimenti amministrativi disciplinati dal presente
Regolamento, del Segretario e dei Componenti della Commissione Tecnica e di
eventuali altri soggetti interessati, relative alle procedure di competenza
della Commissione, sono eseguite validamente se consegnate contro ricevuta o
spedite per lettera raccomandata con ricevuta di ritorno o effettuate con mezzo
equipollente ai fini della prova della ricezione della comunicazione. 2. La
comunicazione si considera effettuata nel luogo e nel giorno in cui risulta
eseguita la consegna presso il destinatario nelle forme previste dal comma precedente.
3. Ai fini del rispetto dei termini previsti nel presente Regolamento si fa
riferimento alla data in cui risulta ricevuta dal destinatario la relativa comunicazione.
4. Nel computo dei termini a giorni si esclude il giorno iniziale in cui l' atto
o l' operazione è compiuta e si comprende quello finale. I giorni festivi si
computano nel termine. Se il giorno di scadenza è festivo o comunque non lavorativo,
la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo o lavorativo.



art. 10 Obbligo di riservatezza 1. I Componenti della
Commissione Tecnica ed il personale delle strutture camerali di ausilio alla
stessa sono tenuti a mantenere riservata qualsiasi notizia o informazione inerente
allo svolgimento e all' esito dei procedimenti deferiti alla Commissione.



art. 11 Copertura finanziaria 1. La Camera di Commercio di Bari
assicura i mezzi per il funzionamento della Commissione Tecnica.

 

SEZIONE II.

STRUTTURA TECNICA DI CONTROLLO E DOTAZIONI OPERATIVE AUSILIARIE

art. 12 Commissione Tecnica 1. Per l' esercizio delle
funzioni di verifica amministrativa dell' equità contrattuale nei rapporti tra
consumatore e professionista e tra le imprese, la C.C.I.A.A. di Bari provvede
ad istituire una Commissione Tecnica con deliberazione del proprio Organo rappresentativo.
2. Alla Commissione Tecnica vengono riconosciute le seguenti attribuzioni: controllo
delle clausole vessatorie inserite nelle condizioni generali dei contratti del
consumatore e dei contratti stipulati tra imprese anche attraverso l' utilizzazione
di moduli e formulari, avente carattere preventivo e strumentale rispetto al
controllo giudiziale richiesto con l' esperimento dell' azione inibitoria ex art.
1469 sexies c.p.c.; elaborazione di pareri tecnico-giuridici di vessatorietà;
redazione di proposte di modifica delle clausole contrattuali per le quali la
Commissione abbia espresso il parere di abusività e riformulazione delle stesse
con l' ausilio dei soggetti coinvolti nel procedimento; predisposizione e promozione
di clausole-tipo e contratti-tipo. 3. La Commissione Tecnica si compone dei
seguenti membri: a) il Segretario Generale della C.C.I.A.A. di Bari,
o un suo delegato, nella veste di Presidente; b) due esperti in materia
di diritto (Componenti effettivi). I Componenti effettivi durano in carica tre
anni dalla data della nomina. Nei casi di particolare complessità il Segretario
Generale può procedere alla nomina di altri esperti (Componenti straordinari),
scelti di volta in volta per settore di pertinenza, in modo tale che la composizione
della Commissione risulti opportunamente allargata ed articolata a seconda delle
esigenze specifiche. 4. Le funzioni di Segreteria vengono svolte dall' Ufficio
Regolazione di Mercato. Nell' ambito dell' Ufficio, o dei servizi di supporto
e coordinamento delle attività camerali, viene designato il Segretario.



art. 13 Scopi della Commissione Tecnica 1. L' istituzione
della Commissione Tecnica di controllo delle clausole vessatorie risponde all' esigenza
di assicurare un' efficace azione camerale per la garanzia dell' equità contrattuale
e dell' autodisciplina dei rapporti la cui tutela è di interesse della stessa.
Tale esigenza trova attuazione nelle seguenti azioni: a) eliminazione
delle clausole standard vessatorie dai contratti; b) modifica concordata
delle clausole abusive oggetto di verifica; c) elaborazione di clausole-tipo
e di contratti-tipo finalizzata alla generalizzazione della loro adozione nell' ambito
di specifici settori; d) inibizione dell' uso futuro delle clausole standard
di cui sia stata dichiarata giudizialmente la vessatorietà.



art. 14
Settori prioritari di intervento della Commissione Tecnica
1. L' implementazione dell' attività della Commissione Tecnica di rilevazione
delle clausole vessatorie e di predisposizione delle clausole-tipo e dei contratti-tipo
è graduale. Viene avviata in base all' individuazione, da parte della Camera
di Commercio, di alcuni settori prioritari di intervento (contratti di mediazione,
contratti di multiproprietà, contratti con agenzie di viaggio e tour operators)
per poi essere estesa agli altri settori.



art. 15
Responsabile dei procedimenti di competenza della Commissione
Tecnica
1. Nell' ambito dell' Ufficio Regolazione di Mercato, o dei servizi
di supporto e coordinamento delle attività camerali, si procede all' individuazione
del dipendente funzionalmente preposto alla gestione, anche coordinata, del
settore, in possesso di specifiche conoscenze e di un' adeguata esperienza nella
materia oggetto delle attribuzioni della Commissione Tecnica ai fini della designazione
dello stesso come Responsabile dei procedimenti alla stessa deferiti ai sensi
della legge n. 241/1990 e successive modifiche. 2. Il Responsabile dei procedimenti
promuove d' ufficio la funzione di controllo delle clausole standard vessatorie,
compie l' istruttoria del procedimento e relaziona sulle sue risultanze al Segretario
Generale della Camera di Commercio. Svolge funzioni di ausilio alla Commissione
nella redazione delle proposte di modifica delle clausole giudicate vessatorie;
cura, nell' ambito dell' Ufficio alla cui gestione, o supporto e coordinamento,
è funzionalmente presposto, la costituzione di una banca dati per la raccolta
delle informazioni attinenti al controllo della vessatorietà delle clausole
standard; esercita funzioni di impostazione, di sviluppo e gestione delle nuove
funzioni camerali nella regolazione del mercato (predisposizione e promozione
di contratti-tipo; promozione di forme di controllo sulla presenza di clausole
inique nei contratti; funzioni paragiurisdizionali) indirizzandone e coordinandone
lo svolgimento. Si avvale della struttura e delle attrezzature dell' Ufficio
Regolazione di Mercato per l' espletamento delle sue funzioni.



art. 16
Segretario della Commissione Tecnica 1. Le funzioni di Segretario
della Commissione Tecnica sono svolte da un dipendente camerale preposto, in
base ai criteri indicati nell' articolo precedente, alla gestione o al supporto
e coordinamento dell' Ufficio Regolazione di Mercato, incaricato della predetta
funzione. 2. Il Segretario della Commissione Tecnica assiste la Commissione
curando le comunicazioni ai suoi Componenti, svolge funzioni di amministrazione
dei procedimenti di competenza della stessa, redige il verbale delle sedute,
ed è responsabile della documentazione relativa all' attività della Commissione.
3. Al Segretario compete la direzione del personale addetto alla Segreteria
e la responsabilità del suo funzionamento.



art. 17
Ufficio Regolazione di Mercato 1. La Commissione Tecnica,
il Responsabile dei suoi procedimenti ed il Segretario svolgono la loro attività
con l' ausilio operativo, strutturale e strumentale, dell' Ufficio Regolazione
di Mercato. 2. All' Ufficio Regolazione di Mercato sono demandate le funzioni
di Segreteria della Commissione Tecnica, di ufficio legislativo e di osservatorio
dei consumatori in relazione agli ambiti di attività della stessa, della costituzione
di una banca dati relativa alle azioni poste in essere dalla Camera di Commercio
in materia di verifica della vessatorietà delle condizioni generali di contratto,
nonché quelle di accertamento e raccolta degli usi e consuetudini commerciali
alla luce della nuova legislazione sulle clausole vessatorie.



art. 18
Banca dati 1. Viene costituita, a cura del Responsabile
dei procedimenti, una banca dati per la raccolta dei pareri della Commissione
Tecnica, delle modifiche proposte, delle intese promosse, delle pronunce giudiziali
sulle azioni inibitorie intentate dalla C.C.I.A.A. di Bari, dalle altre Camere
di Commercio e dagli altri soggetti legittimati ex art. 1469 sexies C.C., dell' elenco
aggiornato delle azioni inibitorie pendenti e di ogni dato significativo ai
fini del controllo della vessatorietà delle clausole standard. La banca dati,
costituita su apposito software, è collegata telematicamente con le altre Camere
di Commercio per consentire lo scambio di informazioni raccolte in materia di
controllo di vessatorietà sulle clausole standard.



art. 19 Sportello di Conciliazione 1. Lo Sportello di Conciliazione
della Camera di Commercio di Bari, attraverso le procedure di conciliazione
allo stesso deferite dalla legge e disciplinate con apposito Regolamento, nel
rispetto della sua autonomia, opera come struttura ausiliaria della Commissione
Tecnica in ordine alle controversie aventi ad oggetto la denuncia, nell' interesse
collettivo o individuale, della vessatorietà delle clausole contrattuali utilizzate
nei rapporti di cui siano parte i consumatori e le imprese.



SEZIONE III. DEL PROCEDIMENTO DI CONTROLLO DELLE CLAUSOLE
VESSATORIE


§ III. a) LINEE GENERALI



art. 20
Iniziativa 1. Il procedimento di verifica della vessatorietà
delle clausole standard inizia d' ufficio. E' facoltà del Segretario Generale
prendere in considerazione eventuali segnalazioni circostanziate provenienti
da professionisti, consumatori, associazioni di categoria, associazioni di consumatori,
e relative a fattispecie di rilevante interesse generale. 2. La procedura si
svolge secondo le modalità fissate dal presente Regolamento e si conclude con
la formulazione di un parere sulla vessatorietà delle clausole esaminate da
parte delle Commissione Tecnica.



art. 21
Inizio del procedimento 1. Il Responsabile del procedimento
invia agli interessati avviso di inizio del procedimento con invito a presentare
memorie, documenti ed eventuali richieste di audizione innanzi alla Commissione
Tecnica. 2. Sono considerati soggetti interessati a norma del primo comma, i
professionisti e loro associazioni, i consumatori e le imprese - in qualità
di predisponenti ed utilizzatori delle clausole standard da esaminare - e le
altre associazioni di professionisti o di consumatori che abbiano interesse
al controllo di vessatorietà delle clausole stesse.



art. 22
Istruttoria 1. Il Responsabile del procedimento procede
all' acquisizione di tutti gli elementi di fatto e di diritto che ritiene necessari
per l' istruzione della procedura. 2. Al termine dell' istruttoria il Responsabile
riferisce sollecitamente le risultanze al Segretario Generale che, in presenza
di un fumus di vessatorietà, dispone l' avvio della procedura dinanzi
alla Commissione Tecnica mediante richiesta di parere tecnico-giuridico. In
assenza di fondamento della domanda il Segretario Generale ne dispone l' archiviazione.



§ III. b)
PROCEDIMENTO DINANZI ALLA COMMISSIONE ED EMISSIONE DEL
PARERE




art. 23
Parere della Commissione 1. La Commissione Tecnica
formula, nel termine di 180 giorni dalla ricezione dell' istanza trasmessa a
cura del Responsabile del procedimento, parere scritto motivato sulla vessatorietà
delle clausole contrattuali sottoposte al suo esame. E' data facoltà alla Commissione
Tecnica, per propria valutazione, di prorogare consensualmente il termine stabilito
per la pronuncia del parere. 2. La Commissione, ove lo ritenga necessario, incarica
lo stesso Responsabile del procedimento dell' acquisizione di altri elementi
e decide sull' opportunità di ascoltare i soggetti che ne hanno fatto richiesta
e altre persone qualificate. 3. Nell' ipotesi prevista dal comma precedente,
le convocazioni sono trasmesse ai destinatari mediante lettera raccomandata
con avviso di ricevimento. 4. I soggetti convocati compaiono personalmente oppure
in persona del proprio rappresentante e possono essere assistiti da avvocati
di fiducia, o da qualsiasi altra persona qualificata. 5. Delle dichiarazioni
rese e di tutte le riunioni svolte è redatto verbale sottoscritto dai dichiaranti
e dai presenti. 6. In caso di parere di sussistenza del fumus di vessatorietà
delle clausole in esame, il Segretario Generale, anche in veste di Presidente
della Commissione Tecnica, ne dispone la comunicazione a tutti i soggetti che
hanno partecipato al procedimento; al parere è unito l' invito, ai predisponenti
e agli utilizzatori, ad eliminare le clausole ritenute vessatorie. 7. In presenza
di un parere negativo della Commissione Tecnica in ordine alla vessatorietà
delle clausole stesse, il Segretario Generale dispone l' archiviazione della
procedura.



§ III. c)
LA MODIFICA DELLE CLAUSOLE VESSATORIE



art. 24
Progetto di modifica 1. Nel caso di ritenuta vessatorietà
delle clausole ed in previsione della possibilità che le parti non vogliano
acconsentire alla loro eliminazione dal contratto, la Commissione Tecnica può
formulare, con il parere, proposte di modifica alle clausole esaminate. In questo
caso, la Commissione Tecnica e i soggetti coinvolti nel procedimento, predispongono
un progetto di modifica per una corretta riformulazione delle clausole censurate,
o per un complessivo riequilibrio dell' assetto contrattuale. 2. Il Segretario
Generale, su parere della Commissione Tecnica e qualora ne ravvisi l' opportunità,
può coinvolgere nei lavori di predisposizione del progetto di modifica anche
altre associazioni di consumatori o di professionisti che non abbiano partecipato
al procedimento. L' obiettivo di tale ampliamento è la conclusione di intese
finalizzate all' adozione generalizzata – nell' ambito di specifici settori –
delle clausole standard riformulate.



art. 25
Verifiche 1. La C.C.I.A.A. di Bari verifica periodicamente,
in collaborazione con le associazioni di consumatori e di professionisti, l' utilizzazione
da parte di imprese e di professionisti, di contratti emendati da clausole vessatorie.
2. In occasione della verifica, si provvede alla redazione e diffusione di apposite
raccomandazioni riguardanti, specificamente, l' attività di predisposizione di
clausole standard e, in generale, le prassi contrattuali nei rapporti con i
consumatori.



art. 26
Rapporto annuale 1. La C.C.I.A.A. di Bari pubblica
un rapporto annuale delle dichiarazioni di vessatorietà e delle raccomandazioni
diffuse.



§ III. d) AZIONE INIBITORIA



art. 27 Generalità 1. Sulla base del parere sulla
vessatorietà delle clausole formulato dalla Commissione Tecnica e nel caso in
cui le parti non provvedano ad eliminare o modificare le clausole giudicate
vessatorie, il Segretario Generale valuta l' opportunità di esercitare l' azione
inibitoria, ai sensi dell' art. 1469 sexies C.C., quale strumento di tutela
dell' interesse collettivo alla correttezza dell' attività di contrattazione tra
professionisti e consumatori. 2. Il Segretario Generale tiene conto della concreta
disponibilità dell' interessato a modificare, anche unilateralmente, le clausole
giudicate vessatorie dalla Commissione Tecnica; egli inoltre considera la cospicuità
e la generalità dell' interesse della fattispecie. 3. Qualora si ravvisino gli
estremi di una fattispecie di interesse di altre Autorità, si provvede con apposite
segnalazioni.



art. 28
Oggetto e scopo dell' azione inibitoria 1. L' oggetto
dell' azione inibitoria è rappresentato dalle condizioni generali di contratto
(clausole standard) vessatorie predisposte da professionisti o associazioni
di professionisti per i rapporti con i consumatori. 2. Lo scopo dell' azione
inibitoria è di ottenere - attraverso il controllo della abusività delle clausole
richiesto al Magistrato - una pronuncia giudiziale di inibizione dell' uso futuro
delle clausole standard di cui il giudice accerti la vessatorietà ai sensi degli
artt. 1469 bis e ss. C.C..



art. 29 Legittimazione attiva ed interesse ad agire 1.
Legittimate a promuovere l' azione inibitoria sono le Camere di Commercio, Industria,
Artigianato e Agricoltura, le Associazioni di Consumatori e le Associazioni
di professionisti alle quali la legge riconosce la rappresentanza dell' interesse
collettivo alla correttezza dell' attività contrattuale tra professionisti e
consumatore.



art. 30 Legittimazione passiva 1. Convenuti in giudizio
possono essere i professionisti che hanno adottato o predisposto le condizioni
generali di contratto vessatorie e le Associazioni di professionisti che le
hanno fatte adottare.



art. 31
Modalità di esercizio 1. L' azione inibitoria può
essere autonomamente intentata dalla Camera di Commercio senza necessità di
dover intervenire in un giudizio già instaurato. 2. L' azione può essere proposta
in via ordinaria o, qualora ricorrono giusti motivi di urgenza, in via cautelare,
ai sensi dagli artt. 669 bis e seguenti c.p.c..



art. 32
Provvedimento giudiziale e sanzione accessoria 1.
La sentenza di accoglimento dell' azione dichiara la vessatorietà delle clausole
e ne inibisce l' uso futuro. 2. L' inibitoria non produce alcun effetto diretto
sui contratti già stipulati al momento della pronuncia della sentenza. Rispetto
a tali contratti essa può assumere unicamente la valenza di precedente giudiziale;
il giudice, cioè, in caso di azione individuale da parte del singolo consumatore,
può tenerne conto in relazione al giudizio di vessatorietà. 3. Nel caso di azione
promossa nei confronti di un professionista, l' inibitoria pone la regola cui
il professionista convenuto deve attenersi nella futura attività di contrattazione.
4. Nell' ipotesi di azione inibitoria promossa nei confronti di un' associazione
di professionisti, l' inibitoria vincola giuridicamente soltanto l' associazione,
ed in relazione all' attività da essa svolta (ad es. attività di predisposizione
di clausole standard ad uso degli aderenti). In tal caso, l' inibitoria ha un' efficacia
dissuasiva soltanto indiretta – non giuridica – nei confronti degli aderenti
all' associazione. 5. La sentenza che pronuncia sull' azione inibitoria è soggetta
ai mezzi di impugnazione previsti, in generale, dal codice di procedura civile.
6. Il giudice, all' atto dell' adozione del provvedimento, può disporre come sanzione
accessoria, la pubblicazione del provvedimento stesso in uno o più giornali
di cui uno almeno a diffusione nazionale. La decisione circa la pubblicazione
spetta al giudice.



art. 33
Competenza 1. Giudice competente è il Tribunale del
luogo in cui il convenuto risiede o è domiciliato o, nel caso si tratti di associazione
o società, in cui la stessa ha la sede legale.



§ III. e) DELLA TUTELA INDIVIDUALE DEL CONSUMATORE



art. 34 Azione individuale 1. Il singolo consumatore
che abbia concluso un contratto contenente clausole vessatorie ai sensi degli
art. 1469 bis e seguenti del C.C., può far valere in giudizio l' inefficacia
di tali clausole. 2. L' inefficacia può essere rilevata d' ufficio dal giudice.




art. 35
Sportello di Conciliazione 1. Il singolo consumatore,
indipendentemente dall' eventuale successiva proposizione dell' azione giudiziale,
può rivolgersi allo Sportello di Conciliazione della C.C.I.A.A. di Bari per
esperire il tentativo di conciliazione con la controparte in base alla procedura
di cui alla legge n. 580/1993, ovvero a quella prevista dalla legge n. 281/1998,
disciplinate con autonomi Regolamenti camerali, alle cui disposizioni si fa
rinvio. 2. La Conciliazione è una definizione amichevole della controversia,
e consiste in un accordo formulato dal Conciliatore e rimesso all' accettazione
delle parti. Nelle conciliazioni ex lege n. 281/1998 il verbale di conciliazione
omologato costituisce titolo esecutivo.



SEZIONE IV.
PROCEDIMENTO DI PREDISPOSIZIONE E REVISIONE DELLE
CLAUSOLE-TIPO E DEI CONTRATTI-TIPO




§ IV. a) LINEE GENERALI



art. 36
Attività 1. Nel corso del procedimento di verifica
delle clausole vessatorie, o indipendentemente dall' avvio dello stesso, la C.C.I.A.A
di Bari può predisporre clausole-tipo, in funzione propedeutica alla formulazione
di contratti-tipo da sottoporre all' approvazione delle Associazioni di imprese
e di consumatori interessate, al fine dell' adozione generalizzata degli stessi
nell' ambito di specifici settori.



art. 37 Scopi 1. L' attività di predisposizione e promozione
di clausole-tipo e di contratti-tipo da parte della C.C.I.A.A. di Bari risponde
ai seguenti scopi: a) verificare i comportamenti degli operatori professionali
alla luce dei parametri normativi e delle specifiche esigenze di ogni settore;
b) essere di stimolo ed ausilio all' autonomia privata - nella garanzia
della sua libera esplicazione - affinchè dalla stessa scaturiscano soluzioni
eque e soddisfacenti idonee ad attuare il contemperamento e bilanciamento dei
contrapposti interessi delle parti nella regolamentazione contrattuale dei loro
rapporti; c) formulare schemi di clausole e di contratto emendati da
qualsiasi clausola iniqua e vessatoria e conformi alle regole di chiarezza e
di equilibrio degli assetti degli interessi delle parti del rapporto; d)
incentivare l' adozione generalizzata - nell' ambito di specifici settori – dei
modelli contrattuali e degli schemi di clausole predisposti dalla Commissione
Tecnica della Camera di Commercio.



art. 38
Competenza 1. Competente all' elaborazione delle clausole-tipo,
strumentale alla predisposizione di contratti-tipo, è la stessa Commissione
Tecnica di controllo della vessatorietà delle clausole contrattuali. Per l' esercizio
della propria funzione essa si avvale delle medesime strutture operative ausiliarie
previste per il procedimento di controllo delle clausole vessatorie. 2. Si applicano
le disposizioni del Regolamento che disciplinano la struttura tecnica di controllo
e quelle operative di ausilio alla stessa previste per l' esercizio delle funzioni
camerali di garanzia dell' equità contrattuale. 3. I settori oggetto dell' azione
camerale sono individuati secondo gli stessi criteri previsti nel presente Regolamento
per la verifica della vessatorietà delle clausole contrattuali.



§ IV. b)
FASE PRELIMINARE



art. 39 Azioni camerali 1. Al fine di favorire l' autoregolazione
in via amministrativa dei rapporti contrattuali che si instaurano tra le imprese
e tra queste ed i consumatori con l' adozione, nei diversi settori, delle clausole-tipo
e dei contratti-tipo elaborati dalla Commissione Tecnica istituita presso la
C.C.I.A.A. di Bari, la Camera pone in essere le seguenti azioni: a) instaura
rapporti con le Associazioni di categoria e con quelle dei consumatori per l' acquisizione
di moduli e formulari contrattuali da sottoporre a revisione; b) stipula
Convenzioni con le Associazioni di imprese finalizzate all' assunzione, da parte
di quest' ultime, dell' impegno a rendere obbligatoria per gli associati l' adozione
delle clausole-tipo e contratti-tipo approvati; c) sottopone gli schemi
contrattuali proposti dalla Commissione Tecnica alle Associazioni d' imprese
e di consumatori interessate, concedendo loro un ragionevole lasso di tempo
per esaminare i modelli proposti prima dell' avvio della fase di contrattazione.


§ IV. c) FASE DELLA CONTRATTAZIONE



art. 40
Attività di contrattazione 1. Sulla base degli schemi
di clausole e di contratto predisposti, la Camera di Commercio dà corso ad una
fase di contrattazione tra le Associazioni contrapposte. Tale fase ha avvio
con la comunicazione delle clausole-tipo e dei contratti-tipo formulati alle
Associazioni interessate e si conclude con l' approvazione degli schemi od eventualmente
con la formulazione da parte delle Associazioni stesse di una proposta di modifica
e/o integrazione allo schema contrattuale predisposto dalla Commissione Tecnica
che deve essere adeguatamente motivata. 2. Le eventuali proposte di modifica
e/o integrazione agli schemi contrattuali vengono sottoposte alla Commissione
Tecnica competente, la quale si impegna ad esaminarle e ad esprimersi. 3. Alla
pronuncia della Commissione segue l' approvazione degli schemi contrattuali da
parte delle Associazioni e la successiva sigla dell' accordo sia da parte delle
Associazioni medesime sia da parte della C.C.I.A.A. in veste di garante. 4.
Il procedimento deve concludersi nel più breve termine possibile e comunque
nel termine massimo di 180 giorni dall' inizio della fase di contrattazione,
salvo che le parti non si accordino per una sua proroga.


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