08/04/2019

Vinitaly 2019 - La lezione del Vinitaly - Alfredo Prete Unioncamere Puglia

La lezione del Vinitaly

 

Alfredo Prete, presidente di Unioncamere Puglia: «I progressi delle aziende pugliesi fatti in campo agricolo ed enologico devono essere trasferiti anche in campo manageriale. Il futuro è nel marketing del mitico e del tipico».

 

 

«Adesso che abbiamo la quantità, la qualità e i meritati riconoscimenti nazionali ed esteri, non riposiamo sugli allori e poniamoci un altro ambizioso traguardo: le migliori competenze.  E dunque più management e marketing, per arrivare con l'enologia pugliese a rivestire nuove leadership sui mercati internazionali e inaugurare una stagione fatta di strategie commerciali ben definite e di rapporti meno estemporanei con i canali distributivi. Perché nell'immediato futuro saranno questi posizionamenti a fare la differenza».

Lo ha dichiarato il presidente di Unioncamere Puglia, Alfredo Prete, intervenuto al 53.o Vinitaly - in corso a Verona - in rappresentanza del sistema camerale regionale, che ha organizzato la partecipazione di ben 126 cantine pugliesi, insieme alla Regione Puglia.

«Il Vinitaly è da lungo tempo fra i must delle nostre attività promozionali. In questa  manifestazione anno dopo anno» prosegue Prete, «vedendo crescere l'adesione delle aziende pugliesi, registrando i crescenti primati produttivi della Puglia  - seconda solo al Veneto - ed entrando a contatto con la ricchezza dell'offerta enologica nazionale ed estera, ci si rende conto che il nostro vino non può più affidarsi esclusivamente al prodotto e al rapporto qualità prezzo della bottiglia. Bisogna fare di più, come strategie di sistema e in collaborazione con le istituzioni regionali. Occorre essere più competitivi agganciando il Puglia Life Style e tutti gli altri contenuti materiali e immateriali del nostro brand regionale. Ci dobbiamo caratterizzare in un'offerta nazionale molto ampia, associando territorio a produzioni autoctone, marchi d'origine, blend di differenti cultivar. Non è un caso se il primitivo è tra le 15 etichette più vendute al mondo, al secondo posto per trend di crescita e il Negramaro è al quinto E' una sfida che deve coinvolgere l'intero sistema Puglia eno-agro-alimentare e turistico».

E dunque Prete auspica che i progressi fatti in campo agricolo ed enologico debbano essere messi a segno anche nelle strategie di marketing.

«Ci sono tanti contenuti strettamente territoriali che il prodotto vino è in grado di veicolare. Si tratta di una narrazione vera e propria. Tipico è mitico diceva l'antropologo francese Lévi-Strauss ed è sulla mitologia del vivere pugliese, dell'apulian state of mind,  che devono essere indirizzati tutti i nostri sforzi. A Verona quest'anno è apparso ancora più chiaro che il buon vino non è solo da bere ma anche da vivere in una relazione speciale con tutti i suoi contenuti di gusto, colore, profumo, evocativi delle sue origini».

«Con il suo +21%, la Puglia si trova al vertice della classifica dell'export nazionale, seconda solo alle grandi regioni esportatrici. Ancora di più è necessario conoscere le nuove logiche di mercato, per conservare questo posizionamento e cercare di far meglio. Tenendo conto che ci sono Paesi produttori di vini di qualità, nostri concorrenti, che non pagano dazi su un mercato  come quello cinese, destinatario di 419 milioni di euro dell'export italiano. Ecco perché da un lato le aziende devono diventare più manageriali e dall'altro la Ue deve firmare nuovi accordi di libero scambio».

«Il vino - conclude il presidente di Unioncamere Puglia, Alfredo Prete -  dà da vivere a quasi 2000 famiglie pugliesi senza considerare la distribuzione e i servizi (supply chain a valle), né la produzione di uve (supply chain a monte), ma calcolando la sola produzione. Per altro la consistenza media degli addetti per impresa (intorno alle 5 unità medie) è interessante rispetto agli altri settori, segno che la capacità di assorbimento di forza lavoro del comparto è discreta. Altro dato sorprendente è nella natura giuridica: fra queste aziende vi è un'altissima percentuale di società di capitale (più di una su due), il che significa che questa impresa si sta dando forme societarie sempre più strutturate, che necessitano di competenze specifiche».

 

Alfredo Prete, presidente Unioncamere Puglia