17/09/2008

Statistiche provinciali 2003

Tessuto imprenditoriale

Con 156247 imprese registrate, di cui 133.555 sono attive, (5° posto in Italia), nella provincia di Bari è localizzato circa il 40% del tessuto imprenditoriale pugliese. Il sistema produttivo è caratterizzato dalla ridotta dimensione e dal prevalere delle ditte individuali (71%) rispetto alla media nazionale (59,3%). La struttura produttiva locale, inoltre, è caratterizzata da un' incidenza di unità locali operanti in distretti superiore a quella regionale (13,5% contro il 7,9%). Molto significativo appare il ruolo del settore primario (1° posto fra le province italiane per numero di imprese con oltre 36 mila unità), che incide sul totale dell' economia in misura sensibile (27,2%), più che nel resto del Paese (20,4%). Anche l' industria, pur con una quota inferiore alla media nazionale, è una delle più floride del Mezzogiorno (7° posto nazionale). Su tutti prevale il settore del commercio con una incidenza sul totale imprese del 31% a fronte del 28% nazionale per la quinta posizione fra le province, sempre in relazione al numero di imprese. Buono anche l' apporto di credito (7°), costruzioni (7°) e trasporti (6°). L' artigianato ha un' incidenza (24,4%) superiore a quella di Puglia e Mezzogiorno ma non a quella italiana (28,6%). Nel 2002, il tasso di evoluzione imprenditoriale (2,5%) è pari a quello nazionale ma inferiore al valore del Mezzogiorno di 1,5 punti percentuali: ciò è dovuto ad un tasso di mortalità contenuto (6,8% contro il 7,2% dell' Italia e il 6,4% del Mezzogiorno) ed a un tasso di natalità pari al 9,4% a fronte del 9,8% e del 10,1% fatti registrare rispettivamente dall' intero Paese e dalla ripartizione. La densità imprenditoriale (8,5%) è di poco superiore a quella rilevata per l' intera regione ed in linea con il dato nazionale. Bari, inoltre, si colloca al quinto posto per quanto riguarda il numero di imprese extra agricole registrate nel 2002.

Apertura mercati

La presenza di alcune realtà manifatturiere a decisa vocazione internazionale contribuisce in modo determinante all' alto valore delle esportazioni fatto registrare dalla provincia nel 2002, pari ad oltre 3 miliardi di euro che garantiscono a Bari la 23-esima posizione nella graduatoria nazionale e la seconda a livello di ripartizione dopo Napoli. Il giro d' affari con l' export è quindi molto positivo e garantisce, alla provincia, una buona performance del saldo della bilancia commerciale: il valore delle importazioni è di quasi 1,9 miliardi di euro (34-esimo posto tra le 103 province) garantendo un saldo positivo di oltre 1,2 miliardi di euro (valore più elevato del Mezzogiorno). Tuttavia la propensione all' esportazione (15,5) è poco più della metà della media nazionale ed il tasso di apertura (23,1) è lontano dai livelli italiani (47), anche se ambedue gli indicatori sono in trend ascendente nel periodo 1995/2001. I principali mercati di sbocco per le esportazioni sono l' Europa (71,3%) e l' America (19,9%). Analogamente le importazioni provengono prevalentemente dall' Europa per il 74,9% e dall' America per l' 11,9%. Più dettagliatamente, la graduatoria dei paesi verso cui sono più numerose le esportazioni è capeggiata da Stati Uniti e Germania che insieme assorbono oltre 1/3 dell' export complessivo (rispettivamente il 17,8% e il 17,2%). Da segnalare al sesto e decimo posto paesi come Albania e Serbia-Montenegro che occupano posizioni così elevate a Bari e in altre province pugliesi. Per quanto riguarda la graduatoria relativa ai paesi verso i quali il capoluogo pugliese importa, ritroviamo la Germania che si piazza al primo posto con il 19% dell' import della provincia, seguita dalla Spagna (13,3%) Da segnalare l' Australia al settimo posto da cui Bari importa merci per un valore di circa 60 milioni di euro. L' industria manifatturiera in genere e più precisamente i mobili rappresentano quasi 1/3 dell' export complessivo seguiti dai prodotti agricoli e di orticoltura (12%), mentre, proprio i prodotti agricoli rappresentano il capitolo merceologico che viene importato di più (11,7%).

Mercato del lavoro

La quota di occupati (38,9%) pur attestandosi su livelli significativamente inferiori alla media nazionale (44,4%), è superiore a quella della regione e del Mezzogiorno; il tasso di attività (forza lavoro diviso popolazione residente) si attesta al 43,7% a fronte del 48,8% medio nazionale. Il livello di disoccupazione (10,8% per circa 62.000 in cerca di occupazione), quantunque rappresenti un valore contenuto rispetto alla Puglia e al Mezzogiorno, rileva rispetto al tasso medio italiano un differenziale di quasi 2 punti percentuali. Tuttavia, nel periodo 1995-2002, il tasso di disoccupazione ha mostrato una diminuzione di oltre 3 punti percentuali. La disoccupazione giovanile (15-29 anni) è superiore al livello nazionale di circa 5 punti percentuali, mentre l' incidenza del lavoro irregolare, 23,9%, colloca Bari tra le ultime province del Mezzogiorno. Rilevante è il numero di addetti nell' agricoltura (1° posto nazionale, con circa 40 mila addetti) e nell' industria (10° posto). Per quanto riguarda il rapporto tra il saldo delle entrate e le uscite di dipendenti e gli occupati si osserva un valore superiore sia al dato nazionale (di due punti percentuali) sia a quello relativo al Mezzogiorno (di 0,6 punti percentuali). Secondo l' indagine Exclesior di Unioncamere, infine, nel 2003 si prevede un incremento di occupati nel settore privato pari al 4,1%, che colloca Bari al 19-esimo posto fra le province con il più elevato tasso di inserimento previsto nel mondo del lavoro.